News, news, news dagli States
November 6th, 2008 by Igor

Mi trovo negli Stati Uniti da esattamente una settimana, eppure direi che sono passati dei mesi…
Sto vivendo questa esperienza con un’intensità senza precedenti. E pensare che la ragione principale è la partecipazione ai Campionati del mondo di Ironman 70.3 di Clearwater (Florida), dove mi trovo attualmente. Prima di arrivare qui ho fatto una breve tappa a a New York: soggiorno che mi ha folgorato! Ma del MoMa, del MET, del Guggenheim parlerò prossimamente. Ora riporto l’articolo spedito al Corriere del Ticino. Passione, quella del giornalismo, che è bello coltivare in momenti indimenticabili come quello che sto vivendo da alcuni giorni a questa parte. Buona lettura…
Dalla porta della camera dell’albergo qualcuno, forse un’inserviente ispanica o un « black guy », ha infilato discretamente i quotidiani che annunciano la vittoria di Barack Obama. La giornata inizia dunque nel migliore dei modi, anche se qui a Clearwater (Florida) per le elezioni non regna il clima che ho trovato a New York, città che ho visitato per qualche giorno prima di atterrare nel sud degli States. A dire il vero a Clearwater per il momento non c’è un grande coinvolgimento emotivo nemmeno per i Campionati del mondo dell’Ironman 70.3 (triathlon di 1,9km a nuoto, 90km in bici e 21km e briciole a corsa) ragione per la quale mi trovo qui.
La causa è da ricondurre in buona parte al tempo che, non se lo aspettava nessuno, è piuttosto bruttino e probabilmente tutti gli atleti sono tappati nelle stanze dei numerosi alberghi che dominano le splendide spiagge bagnate dal Golfo del Messico. Comunque qualche Ironman – e “Ironwoman” – si intravede nelle immense e trafficate strade della Florida. Solo il villaggio di questo grande evento internazionale, pieno zeppo di gadgets sportivi, come un magnete attira sempre più atleti che sono venuti sin qui da ogni parte del mondo. Pure il sottoscritto è caduto nella trappola dell’acquisto dell’ultimo momento e si è regalato un casco super aerodinamico; in fondo siamo ad un campionato del mondo e certi dettagli vanno pur curati… e con stile.
Col sottoscritto a condividere questa impresa sportiva ci sono altri 5 atleti ticinesi. Con uno in particolare, Roberto Mossi, l’avventura americana è vissuta su diversi piani. Per esempio quella di ieri, alla ricerca disperata di un meccanico di bici tra le interminabili strade a quattro corsie e le “fragili” case che narrano l’altra faccia dell’America.
Tra queste esplorazioni territoriali c’è tempo per un squisito pranzo messicano presso un ristorantino gestito da una simpatica famiglia che parla l’inglese peggio del sottoscritto e che mi accoglie con simpatia guardandomi come se fossi un marziano. Immagino che non gli capiti tutti i giorni di vedersi piombare nel localino di soli quattro tavoli un cliente con la tenuta da bici, il casco super aerodinamico, le gambe depilate e le scarpette da ciclista: sceniche e rumorose sulle piastrelle. Per la gara ci si prepara al meglio su più fronti e quindi il rituale taglio dei capelli, come la depilazione delle gambe, non può mancare. Negli States è interessante tagliare i capelli, non solo perché costa meno della metà rispetto alle nostre latitudini. Dal barbiere è una buona occasione per immergersi nella realtà americana. Si parla di politica, di religione, del tempo, di soldi, del più e del meno. Questa volta mi è toccato un costarichense che appena entrato nel suo studio mi ha fatto parlare via Skype con suo fratello che vive in Costarica. Anche questa è l’America.
Stamane la truppa ticinese quasi al completo composta dal sottoscritto, il già citato Mossi, Mauro Monaco e Gionata Cipolla ha provato parte del percorso della bici. Quanto siamo fortunati nel nostro bel Ticino a non dover rischiare ad ogni pedalata di essere investiti da qualche mastodontico truck o da qualche bolide che ricorda la mitica “Generale Lee” del telefilm “Bo and Luke”.
E ce lo ricorda pure Gionata, originario di Biasca, che vive e lavora a Buenos Aires e che nel capoluogo argentino pedala con un gruppetto di temerari in autostrada o in un anello di poche centinaia di metri. Questo spirito di perseveranza l’ho potuto notare pure a Central Park (New York) dove ciclisti e triathleti fanno sempre lo stesso giro per una, due, dieci, cento volte. Belli i colori autunnali, i laghetti artificiali, gli scoiattoli addomesticati di Central Park, ma dopo qualche giorno già si fa sentire la nostalgia degli scenari mozzafiato delle nostre valli. E pensare che a New York, proprio a Central Park, tra migliaia di partecipanti alla maratona ho incontrato il nostro Michele Caverzasio che avrebbe corso la distanza podistica più nobile da lì a due giorni. Non so quali potessero essere le possibilità di incontrarlo tra tutta quella gente, tra quelle stradine dove perdersi è d’obbligo. Fatto sta che la magia dello sport è anche questo e chissà che domani, dove pare che diano bel tempo, non mi capiti di incontrare Mr. Obama in bermuda che si concede qualche giorno di meritato riposo. Il suo Ironman o, se preferite, la sua maratona, il nuovo Presidente, l’ha appena vinto…

Io e Michele Caverzasio in zona Central Park

Io, Roberto Mossi, Mauro Monaco e Gionata Cipolla a Clearwater (Florida)

Il mio pranzo al ristorante messicano…















