La Maratona di New York vista e vissuta da Michele Caverzasio
November 15th, 2008 by Igor

Michele Caverzasio è stato uno dei primi che in Ticino si è dedicato agli Ironman. Per uno sportivo come me è dunque, oltre che un amico, un atleta che può dare dei consigli (ieri sera me ne ha dati alcuni per l’Ironman di Lanzarote) e, soprattutto, tanta ispirazione…
Siccome ero curioso di sapere come ha vissuto la Maratona di New York, corsa nell’ottimo tempo di 2h42:05, gli ho chiesto un parere che qui riporto:
“La maratona di New York mi è piaciuta molto ad essere sincero. L’organizzazione è stata molto efficiente. Se pensi solo che hanno trasportato ca. 30’000 persone da Midtown fino a Staten Island esclusivamente con i bus nel giro di due ore e non ho fatto nemmeno un minuto di attesa, vuol già dire tanto…
Altro dettaglio che ho notato erano le migliaia di WC da campo che hanno piazzato in tutta l’area di attesa, compreso all’interno delle griglie di partenza. Anche lì non facevi un secondo di colonna e sai quando scappa, scappa!
I rifornimenti erano ok, anche se con quel frescolino non ce n’era nemmeno bisogno, almeno questo vale per me. Però non saprei dirti come l’hanno vissuta i 40’000 podisti, intruppati nella massa… In quelle circostanze cambiano le cose e i bisogni. Io avevo praticamente la strada libera.
L’aspetto degli arrivi a scaglioni, correndo, non l’ho percepito, però concordo con te: il primo deve arrivare prima di tutti! Ho visto però tantissima gente sul percorso. Feste popolari ai bordi della strada, gospel improvvisati fuori dalle chiese, band di hard rock, discjockey, ecc. era una festa! Se pensi che quando corri alle Hawaii, che dovrebbe essere il massimo da questo punto di vista, tranne che sull’Alii drive, sei sempre solo. New York è proprio l’opposto! Punto negativo è stato il recupero del sacco degli indumenti personali che era veramente distante. C’era una fila di camioncini UPS che sarà stata lunga 2 km, ma con tutta quella gente…”

Io e Michele, incontrati per caso (incredibile ma vero!), il giorno prima della maratona ai margini di Central Park.















